Mangiare animali e i loro derivati sarà possibile in futuro?

3 Settembre 2021 | commenti: 0

Deforestazione, spreco di energia e di acqua, inquinamento, cambiamenti climatici, perdita della biodiversità. Il consumo di prodotti animali è una delle principali cause di danno ambientale e l’impatto degli allevamenti intensivi sul pianeta minaccia seriamente il futuro dell’umanità.

Il 51% sono le emissioni globali di gas serra annue che causa l’allevamento

Molte persone penserebbero che siano i trasporti o la produzione di energia ad inquinare maggiormente, invece l’allevamento si pone tra i primi colpevoli delle emissioni di gas serra.

COME MAI LA PERCENTUALE E’ COSI’ ALTA?

Gli studi della FAO prendono in esame:

  • La CO2 emessa quando le foreste vengono abbattute per ottenere foraggio e pascoli (la deforestazione, causata all’80% dall’allevamento, introduce nell’atmosfera più CO2 della somma di emissioni di macchine e camion in circolazione)
  • La CO2 che queste foreste non potranno più assorbire
  • La CO2 esalata dagli animali, che nei conteggi non viene mai presa in considerazione ma che è innaturale come quella che proviene dal tubo di scappamento di un’auto.
  •  il metano emesso dalle mucche, Il bestiame, infatti, rilascia grandi quantità di gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) principalmente dal processo di digestione e dalla decomposizione del letame.

PER NON PARLARE DELL’IMPRONTA ECOLOGICA

  • Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura finalizzata agli allevamenti, i quali consumano una quantità d’acqua molto maggiore di quella necessaria per coltivare cereali o verdure per il consumo diretto umano.
  • Gli allevamenti intensivi producono una quantità enorme di escrementi a scarso contenuto organico, quindi non possono essere utilizzate come fertilizzante. Questi escrementi sono ricchi di azoto, fosforo e residui dei farmaci somministrati agli animali, sostanze che, oltre ad inquinare l’atmosfera, filtrano nei corsi d’acqua e contaminano le falde acquifere passando così nei vegetali coltivati e nel pesce.
  • L’allevamento intensivo di animali ha un ruolo ben riconosciuto nell’emergere e nella diffusione di infezioni virali simili a Covid-19. Si stima che circa il 73 per cento di tutte le malattie infettive emergenti abbia origine negli animali.
  • Crescente perdita della biodiversità. Con la deforestazione la maggior parte degli habitat e delle specie che ci abitavano sono andate distrutte.

CIO’ CHE CONSUMANO GLI ANIMALI NON CI RITORNA

Oggi nel 2021 sul nostro pianeta sono presenti circa 10 miliardi di animali destinati al consumo alimentare. La maggior parte di essi si trova in allevamenti intensivi, perché sarebbe fisicamente impossibile farli pascolare tutti in aree estensive.                  Pensate a quante risorse servono per crescerli e nutrirli, senza contare che la resa che essi danno è notevolmente inferiore a ciò che consumano.      In media per produrre 1 kg di carne di manzo vengono consumati e distrutti: 36,2 kg di CO2, 50.000 litri di acqua, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, 12 mq di foresta, per un totale di 1360 kcal assimilabili. Per produrre 1 kg di fagioli utilizziamo 2000 litri d’acqua e 5 mq di foresta e contengono 1340 kcal.

Quante persone possiamo sfamare con la stessa quantità ma con diversi alimenti?

patate –> 22 persone

mais -> 17 persone

riso -> 19 persone

grano -> 15 persone

latte -> 2 persone

pollo -> 2 persona

uova -> 1 persona

carne -> 1 persona

SONO DAVVERO INDISPENSABILI I PRODOTTI ANIMALI NELLA NOSTRA DIETA ?

I nostri nonni davano grande importanza alla carne e a quella rossa in particolare, perché dicevano che: “La carne fa sangue!“.

Nell’ottobre 2015, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato come cancerogene le carni processate, cioè quelle trattate con salature e affumicazione (insaccati, prosciutti, hamburger, wurstel, salsicce, pancetta, ecc.), mentre la carne rossa è stata classificata “potenzialmente cancerogena“.

I lipidi si dividono in grassi saturi (potenzialmente dannosi per la salute) e grassi insaturi (sicuramente benefici per la salute).

Gli acidi grassi saturi sono contenuti prevalentemente in carni di bovino, insaccati, tuorlo d’uovo e formaggi. Già da molti anni sappiamo inoltre che gli acidi grassi saturi sono stati positivamente associati ad un maggior rischio di sviluppare:

  • la cardiopatia ischemica
  • il cancro mammario,
  • il cancro del colon-retto.

Interessante l’articolo di essereanimali : 6 cose che si dicono a favore della carne e che non sono vere

Molto benefici sarebbero invece gli acidi grassi insaturi (monoinsaturi e polinsaturi), che sono ricchi specialmente di acidi grassi essenziali per la vita degli organismi ( legumi, frutta secca, olio d’oliva)

Possiamo trovare le proteine ad alto valore biologico o nobili soprattutto negli alimenti di origine animale, mentre nelle fonti vegetali vi è una scarsità di aminoacidi completi. Questa mancanza può essere risolta abbinando cereali e legumi in modo che i rispettivi amminoacidici parziali si completino a vicenda.

Studi più recenti hanno dimostrato che le proteine della carne possono essere sostituite senza alcun problema da quelle vegetali, ottenute preferibilmente dall’associazione di legumi e cereali integrali.

È evidente che l’assunzione di proteine non è un problema se smettessimo di mangiare carne. L’unico problema sarebbe la vitamina B12 reperibile solo nei cibi di origine animale. Nella dieta vegana però non è un problema perché dovremmo assumerla con un integratore. 

Molti di voi saranno contro l’assunzione di integratori perché sono fatti in laboratorio e non sono “naturali”. Però sarebbe un controsenso se poi andaste al supermercato a comprare 1/2 kg di carne a 3 euro, impregnata di antibiotici e farmaci . Quindi se non volete assumere integratori almeno comprate un prodotto animale (carne, uova biologiche) sano sia per voi che per l’ambiente.

Vi lascio il titolo di un documentario su NETFILX che ci mostra come una dieta vegana dia più energia  e prestazioni migliori agli atleti. Non a caso sono sempre di più gli sportivi olimpionici che stanno assumendo una dieta vegana o vegetariana.

TITOLO: The game changers

CONSIGLI PER UNA DIETA PLANT BASED COMPLETA

  • Abbinare i cereali con i legumi: riso e fagioli, farro e piselli e così via, apportando così una buona quota di aminoacidi essenziali da diverse fonti, con vitamine, minerali e fibra vegetale.
  • Assumere: frutta, verdura, olio extra vergine di oliva, frutta secca e semi oleosi come: noci, mandorle, arachidi, nocciole, semi per apportare buone quote anche di acidi grassi polinsaturi e di vitamine antiossidanti;
  • Preferire i cibi (e le farine) integrali a quelli raffinati, per attingere più nutritivi essenziali e fibre possibili;
  • Consumare sostituti di latte vaccino e dei suoi derivati con ad es.: tofu, latte di soia, di grano saraceno, di mandorla, di miglio, di avena;
  • Nelle situazioni di insufficiente apporto alimentare può essere utile assumere anche integratori specifici e mirati di sostanze essenziali, come vitamine, sali minerali, acidi grassi polinsaturi e aminoacidi.

FABBISOGNO PROTEICO

Per evitare la carenza di proteine, generalmente si consiglia di assumerne in un giorno una quantità pari a 0,8-1 g per kg di peso corporeo quindi un individuo di 70 kg potrebbe aver bisogno di consumare massimo 70 gr di proteine giornalmente. In media noi italiani consumiamo 100g di proteine al giorno un po’ sopra il limite.

Gli allevamenti biologici e sostenibili sono davvero la soluzione?

Tra i vari standard UE necessari per poter classificare come “biologico” un allevamento sono indicati:

  • le dimensioni estensive  degli spazi in cui dovrebbe vivere ogni specie allevata, se per esempio a una scrofa in un allevamento intensivo sono destinati 1,5 metri quadrati, secondo lo standard biologico dell’UE ne dovrebbe avere circa 1.500. Si tratta di estensioni di gran lunga superiori a quelle degli allevamenti intensivi tradizionali e che garantiscono agli animali una vita sicuramente più serena e confortevole.
  • gli animali degli allevamenti biologici non sono in genere ibridi industriali creati per ingrassare e crescere a ritmi accelerati. La maggiore lentezza nel raggiungere la taglia commerciale implica quindi più consumo di risorse.

Oggi meno dell’1% degli allevamenti in Italia segue questi standard.

Cosa comporterebbe applicarli a tutti gli allevamenti in Italia?

Paesi sviluppati consumano circa 76 kg pro-capite annui e la media dei Paesi in via di sviluppo è di 34 kg. Quando i paesi in via di sviluppo vorranno consumare quanto noi, gli allevamenti biologici non riusciranno a coprire la richiesta globale.

La possibilità che l’intera filiera si trasformi non è praticabile. Non si tratta semplicemente di difficoltà, costi e tempi. Semplicemente non è fattibile.

Per garantire gli standard del biologico negli spazi attualmente utilizzati dagli allevamenti dovremmo allevare circa un 50esimo degli animali che ci sono rinchiusi oggi. Ciò ci deve far capire che i prodotti animali dovrebbero essere dei beni di lusso e probabilmente lo diventeranno.

La soluzione più razionale è quella di accelerare il passaggio da un sistema alimentare basato sulle proteine animali a uno che abbia come fondamento quelle vegetali.

Passare da una dieta ricca di prodotti animali ad una ricca di prodotti vegetali e povera di quelli animali, non solo gioverebbe alla nostra salute ma farebbe cessare gran parte delle emissioni proprio oggi stesso.

DOCUMENTARI CHE CONSIGLIO

  • COWSPIRACY
  • THE GAME CHANGERS
  • SEASPIRACY

VIDEO DA VEDERE

FONTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.