Possiamo ancora permettercelo?

9 Febbraio 2021 | commenti: 0

Una provocazione, un ragionamento controintuitivo, uno spunto di riflessione, chiamatelo come volete ma prezzi così bassi non possiamo più permetterceli!

In tempo di crisi è davvero difficile affrontare questo discorso ma è proprio per questo che oggi siamo in crisi. Oggi paghiamo, con ingenti perdite economiche e enormi costi sociali, un’economia guidata in modo distorto da ingenti finanziamenti pubblici!

con i tuoi soldi

Hai mai sentito parlare di PAC o Politica Agricola Comune? è la principale Politica Comune Europea e spende circa 60 Mld di Euro all’anno per sostenere il settore agricolo. Ci sono molte ragioni per sostenere la necessità di un massiccio sostegno pubblico al settore agricolo e non possiamo parlare certo di un settore caratterizzato dal libero mercato e pensiamo che sia legittimo discutere di questi denari.

prezzo basso e costo alto

Sembrerà un’eresia ma i prezzi di questi prodotti non riflettono i costi reali e questo è possibile per almeno due motivi:

  • Questo tipo di agricoltura è quella che riceve le maggiori sovvenzioni pubbliche, quindi i prezzi si abbassano perché parte dei costi li paghiamo con le tasse.
  • I costi ambientali li paghiamo indirettamente e si tratta di inquinamento chimico, gas serra e impermeabilizzazione dei terreni ovvero: alluvioni, avvelenamento del cibo, avvelenamento dell’aria, avvelenamento delle falde acquifere, pandemie…. la lista è lunga

Quindi noi sovvenzioniamo la produzione di prodotti che producono danni alla salute e all’ambiente e invece l’agricoltura bio di piccola scala non riceve sovvenzione e si carica di alti costi legati alla burocrazia.

La retorica dei prezzi bassi accessibili a tutti

La povertà e i redditi bassi non si combattono con le politiche commerciali a ribasso. Le questioni dei redditi si affrontano delle sedi opportune con politiche opportune. Nei paesi “ricchi” del nord Europa le melanzane le paghi un occhio della testa, la vita è “cara”, ma il disagio sociale è molto inferiore a quello che abbiamo noi: sarà un caso?

Inoltre i danni ambientali li pagano molto di più le classi con redditi bassi (come insegna la pandemia) quindi le politiche ambientali sono parte della strategia necessaria a prevenire la fragilità sociale.

la retorica del cibo a sufficienza

Uno degli argomenti a favore di questo orientamento dei fondi è sulle quantità di cibo. Siamo tanti e senza agricoltura industriale non ci sarebbe cibo per tutti. La realtà però è che il mondo produce cibo sufficiente per circa 10 mld di esseri umani e che solo in 15% di questo cibo viene dall’agricoltura industriale. A ben vedere è assolutamente possibile convertire tutta la produzione di cibo ad un modello climate positive (capace di contenere i gas serra) e avere cibo a sufficienza per tutti.

dall’alto e dal basso

Scegliere di non aderire a questo modello produttivo, scegliere filiere agri-ecologiche di piccola scala non è un vezzo, è un’affermazione!
Da un lato dobbiamo, dal basso, creare il consenso necessario perché le cose cambino. Oggi la politica, dall’alto non può calare le giuste soluzioni se non c’è tra i consumatori un solido consenso.

Saremo pronti a cambiare quelle foto, a far pagare le melanzane invernali il giusto prezzo (anche fosse € 12,00/kg) quando saremo in tanti a volerlo, saremo tanti a smettere di acquistarle e saremo tanti a raccontare a tutti perché non le vogliamo più, perché non possiamo più permettercele.

E’ giusto chiedere direttamente e indirettamente (cambiando la propria spesa) una politica pubblica che incentivi le filiere ecologiche di piccola scala e disincentivi la grande produzione agricola industriale ma oggi la politica non ha il consenso necessario per fare dei radicali passi in questa direzione. Costruire quel consenso oggi è compito nostro.

approfondimenti

Se volete approfondire, se volete argomentare con un ricco sostegno bibliografico vi consiglio di leggere questo rapporto sull’agricoltura 2018. E’ molto dettagliato e ricco di spunti proprio sui costi sanitari e ambientali dell’agricoltura industriale e sull’uso dei soldi pubblici. Conoscere per scegliere, conoscere per far conoscere!

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