Laboratorio per bambini di economia solidale

3 maggio 2018 | commenti: 0

Come trasmettere ai bambini il senso dell’economia solidale? Come far vivere loro un’esperienza concreta dei meccanismi del mercato? Come provare a coinvolgerli e a tirar fuori il loro senso di giustizia?
Attraverso il gioco ovviamente. Allora proviamo a raccontarvi questo gioco e se decidete di sperimentarlo anche voi raccontateci cosa è successo e che emozioni si sono scatenate.

Grazie alla collaborazione con la scuola del mare, progetto dell’associazione Manes, abbiamo ospitato un gruppo di bambini, dalla prima alla quinta, della scuola primaria. Invece di raccontare loro una storia e spiegare cosa succede nel vero mercato globale abbiamo proposto il seguente gioco.

I materiali

Facciamo una premessa, lo scopo primo del laboratorio è far vivere il meccanismo insito nel mercato, quindi abbiamo utilizzato come merce un qualcosa che i bambini desiderano per cui vale la pena fare uno scambio. Noi abbiamo usato dei sacchetti di patatine ma potreste usare qualunque altro prodotto purchè ambito. Per le contrattazioni abbiamo usato il mitico SCEC, da preferire alle monete vere. Ultimo materiale secondo noi importante è un marchio. Questo prodotto deve avere un bel nome perché anche questo svolgerà il suo ruolo.

Giocatori e gruppi

Dividiamo in quattro gruppi di numerosità differenti. I gruppi vanno proporzionati in base al totale dei bambini; noi eravamo 19 e quindi: 12 consumatori, 3 produttori di materia prima, 2 terzisti e 2 intermediari.
Chi sono i consumatori è chiaro a tutti. Ogni consumatore avrà in dotazione 7 monete. Anche il ruolo dei produttori, nel nostro caso di patate, è chiaro. Sugli intermediari e i terzisti faremo una digressione. Gli intermediari sono i detentori del marchio che delegano ai terzisti la produzione. Questo passaggio è importante anche da raccontare. La maggior parte dei prodotti, soprattutto i più conoscuti, non sono prodotti dai detentori del marchio, i quali organizzano le transazioni e le questioni legate al marketing e alla pubblicità. I veri trasformatori della materia prima sono fabbriche spesso anonime che lavorono conto terzi per uno o più detentori di marchi. I due intermediari sono stati dotati di 20 monete ciascuno.

I quattro gruppi non potranno comunicare e nella prima parte del gioco saranno gli intermediari a tenere le fila, così come avviene nel mercato reale. Andranno dai produttori e offriranno loro 1 moneta ciascuno, non ci saranno altri compratori e comunque i produttori non hanno informazioni per prendere decisioni differenti. Le patate saranno portate presso la fabbrica (i terzisti). I terzisti riceveranno 3 monete ciascuno. Anche qui il prezzo è fissato dagli intermediari. Dalla fabbrica ritireranno un gran numero di sacchetti di patatine: un numero superiore a quelli acquistabili. Nel mondo c’è sovraproduzione e questo è importante che sia evidente.

Arriviamo ai consumatori. Il prezzo di ogni sacchetto è di 3 monete. I consumatori ora possono acquistare i pacchetti, due o più se si accordano tra loro. I produttori invece posso acquistare un pacchetto in tre e i terzisti uno a testa. Gli intermediari avranno molti soldi e ancora molti pacchetti. A questo punto è giunto il momento di avviare una discussione in cerchio parliamo di quello che è successo. Questo passaggio dovrebbe far emergere sentimenti e chiarire le dinamiche.

Quali emozioni si sono manifestate?

Appena assegnati i ruoli e suddivise le monete sono emerse le dinamiche che ci interessano. La prima domanda posta dagli intermediari è stata: “ma quindi li posso licenziare?“, riferendosi alla fabbrica, e una volta avuta la risposta positiva (a noi interessa far prendere vita all’esperienza) è iniziata una dinamica di sopraffazione. Alla fine gli intermediari viaggiavano in una dimensione di euforia e deliro di onnipotenza.
Anche i produttori hanno percepito che il salario (1 moneta) fosse basso ma quando hanno scoperto che il prezzo dei pacchetti a una prima delusione è seguito un misto di rabbia e frustrazione. Alcuni consumatori hanno intuito la possibilità di mettere insieme i soldi per avere più pacchetti e altri invece preferivano non spendere tutto e tenere i soldi.
infine i bambini della fabbrica erano interdetti nell’avere un solo pacchetto, altalenando proposte di sciopero e sabotaggio (“mettiamo i sassi nelle patate così rompiamo la fabbrica!”) considerazione consolatorie sul fatto che uno è meglio di niente.
Insomma la gamma delle emozioni era completa e consigliamo di dedicare tempo a scoprirla.

Secondo giro per un’economia solidale

Photo by Kaboompics .com from Pexels

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Finite le considerazioni proponiamo di rifare il gioco ma con nuove “regole”. Questa volta non doteremo gli intermediari di denaro mentre ai consumatori ridiamo le iniziali 7 monete. Divisi i gruppi proponiamo una nuova modalità di gioco che sarà la chiave di volta di tutto il successivo svolgimento. Proponiamo ai consuamtori di mettere 3 monete per uno in una cassa comune dei consumatori. Con questo gruzzoletto i consumatori si recheranno direttamente dai produttori e proporranno loro di acquistare le patate per 3 monete ciascuno. Chiederanno inoltre agli intermediari di svolgere il lavoro di raccordo con i terzisti e pagheranno sia gli intermediari che i terzisti 4 e 4,5 monete.

Arrivano le patatine

Gli intermediari, pagati dai consumatori porteranno le patatine e ogni consumatore avrà un pacchetto per le monete inizialmente anticipate e poi ognuno acquisterà secondo le proprie disponibilità liberamente. Tenete a mente che il numero di pacchetti da far uscire dalla fabbrica può essere inferiore al precendete anche perchè i pachetti sono comunque “dei consuamtori” e non più degli intemediari, potete fungere voi da regolatori. Non tutti avranno le stesse quantità, ma nessuno avrà meno di un pachetto e sarà quindi una spartizione molto più equa. Sarà ancora molto importante raccogliere le considerazioni dei partecipanti. Tra le cose che invitiamo a rendere evidente è come tutto ciò sia stato possibile grazie alla collaborazione tra consumatori e tra questi e tutta la filiera.

Una nuova gamma di emozioni

Partendo dagli intermediari immaginate lo shock di non essere più ricchi. Sono passati da possedere 7 o più pacchetti di patatine e quasi tutti i soldi (detengono una grande quota della ricchezza di questo piccolo mondo) a lavorare per guadagnarsi il loro pacchetto… I produttori e i terzisti hanno migliorato molto la loro posizione ma c’è ancora invidia per chi ha di più. Sono moltissime le considerazioni che possono essere raccolte ora tra i ragazzi e si può finalmente spiegare loro come funzionano davvero le cose nel mercato globale.

Se avete occasione di provare questo o altri laboratori raccontateci e condividete la vostra esperienza.

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