E’ bio o non è bio, questo è il problema!

11 Ottobre 2016 | commenti: 0

reportOggi Report parla di biologico, anzi meglio del finto biologico. Grazie a Report, delle grandi differenze tra biologico e biosness. Quando un’idea sana e portata avanti con convinzione da migliaia di operatori diventa un grande successo cosa succede? Si affacciano i grandi gruppi, produttivi e commerciali che vanno per natura dove “girano i soldi”. La retorica parla di diffusione e accessibilità ma la verità è che i grandi attori economici hanno trovato un’altro filone in cui investire e guadagnare. E chi sono gli attori principali? i grandi gruppi produttivi e la grande distribuzione, gli stessi che hanno portato il mondo al colalsso ecologico. Queste aziende possono proporre un prodotto davvero alternativo, in antitesi con il modello economico che plasmando da decenni?

Se volete l’alternativa vera, il prodotto sano, che fa bene a voi e al mondo dovete cercarlo dove può esistere. Cercarlo nei canali della grande distribuzione è quantomeno un’azzardo. Molta della piccola distribuzione o le piccole cooperative come la nostra sono animate da persone appassionate che mettono ideali e lavoro sullo stesso piano e guadagnano soprattutto dal loro lavoro. Noi lavoriamo marchi come Agribosco, Cascina Regina, Riserva della Cascina, Altinor, Bio’s, Evolio, Molino Agostini, Antico Molino Rosso, Agricoltura Nuova, Otani, ecc. ecc. pionieri del biologico e che producono con lo spirito di produrre nel bene nel rispetto della terra.

Quando invece ad animare la produzione e distribuzione è la massimizzazione del profitto, ovvero il dogma della religione capitalista, il focus diventa la conquista di fette di mercato a forza di ribassi e offerte commerciali varie e le certificazioni diventano elementi di marketing, specchietti per le allodole, utili solo se fanno girare denaro.

Consumate biologico, ecologico, solidale con attenzione, con senso della realtà, altrimenti si rischia di mettere in crisi anche chi fa seriamente biologico, commercio equo e solidale o è impegnato davvero nelle produzioni ecologiche, attraverso una concorrenza sleale e insostenibile.

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